Su Mastodon, Bida e tutto il resto

Provo a scrivere qualcosa sulla mia esperienza in questo spazio virtuale dove mi sono trovata catapultata/redirezionata casualmente mentre quest’estate mi avviavo alla mia super avventura in alta montagna.

Su Facebook non se ne poteva più di leggere merda tutti i giorni, bisogna dire che queste elezioni, Salvini, hanno fatto emergere davvero il peggio dalla moltitudine di “amicizie” varie ed eventuali. L’irreparabile. Ho litigato con conoscenti, amici, parenti. E’ duro quello che sto per dire, ma ho capito come mai in tempi di rivoluzione è volata la testa anche di qualche fratello. Mi sono fatta il sangue amaro. Ma anche l’uso che ne facevo era sbagliato. Stupido. Superficiale. Solo oggi me ne rendo conto, perché anche io ero assuefatta un po’ dalla vetrina. Perché di vetrina si trattava. Si va sulla bacheca come sul corso nei paesini, non per incontrare gli altri, ma per farsi vedere con la nuova maglia o la macchinetta nuova. Anche le opinioni sono diventate vestitini per l’ego. Un giorno una tipa cazzuta che conosco e che da un po’ tampinava con ‘sta faccenda dell’elefante e di questo fantomatico social network alternativo ha scritto un post del tipo “da domani considererò tutti quelli che rimangono su Facebook servi del capitale”. La conosco quel che basta per sapere che è da lei e la cosa mi fece sorridere:) Ero arrabbiata, piena, avvilita, frustrata. L’ostinazione con cui invitava a spostarsi mi convinse ad affacciarmi di qua.

Mi sono iscritta nella totale ignoranza della piattaforma, senza conoscere questo oscuro mondo che riguarda in primis il tema della privacy, tra i più sottovalutati della storia. E ora che le cose si fanno sempre più nere, è il caso di iniziarci a pensare.

Nell’ultimo anno ho inquadrato decisamente meglio la realtà che mi circonda. L’urgenza. Non che prima non la inquadrassi, l’ho sempre inquadrata, solo che  adesso riesco a farlo in termini più concreti. Concreti soprattutto in termini di frustrazione e responsabilità. Oggi che sto bene la sento forte. Oggi che le cose si mettono davvero male non voglio non esserci. Prima ero troppo impegnata a venire fuori dai miei guai. Oggi sento di avere la forza per oppormi e avverto più che mai la responsabilità di questo decadimento.

Ho staccato da facebook senza nessun dolore e questo per me è stata una piacevole sorpresa.

Di qua non ho trovato quel mondo chiuso che mi aspettavo. Non sono ammessi messaggi razzisti, sessisti e fascisti, e questo è già un paradiso! Propaganda partitica istituzionale, quindi grillini, piddini vari e derivati ciao ciao. Poi va bè, non è ammessa la pubblicità, perfetto, nè messaggi offensivi e denigratori finalizzati al semplice insulto o alla minaccia personale, e mi pare ragionevole. Del resto c’è molta libertà. Ma anche gentilezza. Liberi di dire stronzate, elucubrazioni, pipponi, liberi di sfogare frustrazioni, di condividere progetti, idee, saperi,  riflessioni. E poi va bè. tanta informazione antagonista, rete, iniziative. Certo non è il luogo dei selfie e dell’autocelebrazione. Se vieni ascoltato è per i contenuti che porti, non per la tua faccia o per la tua popolarità, per gli amici che hai o non hai.

Ho lanciato il mio primo toot come nell’etere, non conoscendo affatto chi avrebbe potuto rispondere. Ma qualcuno è arrivato a salutarmi e a darmi il benvenuto. Ho trovato molta franchezza e questa è una bella cosa. A livello sociale mi pare Bida faccia quasi un passo in più, nel senso che come social non votato all’autocelebrazione mi  pare saper agevolare davvero la relazione e il confronto, che forse dal vivo si svolgerebbe con mille paranoie e condizionamenti in più. Penso di aver fatto delle belle chiacchierate, di aver letto delle belle discussioni, di aver potuto dire la mia e di aver avuto anche lo spazio per sdrammatizzare. Sono arrivata su Bida col calice pieno e incoraggiata dagli altri ho sviluppato questo blog dove riversare tutto quello che non so dove mettere, perchè non c’è spazio altrove. Qui mi sono sentita ascoltata, cosa che “lì” non avveniva.

Ho avuto modo di rafforzare le mie idee e di sentirmi meno sola, di stare lontana dalla merda e tenere pulito il mio pensiero, di imparare cose nuove e capirne delle altre.

Tempi bui ci aspettano, la barbarie vera e propria non è lontana e credo che Bida, la direzione che ci indica quest’iniziativa possa diventare davvero un faro, una direzione da seguire, oltre che uno strumento importante per noi che abbiamo scelto di stare di qua.